Si parlava dei tramonti
e delle notti. Non c’è di meglio,
di più intenso
e speciale
dell’amore eterno
dentro ai tuoi occhi
che rispecchiano l’immenso.
Si parlava con gli abbracci
e i baci incastrati
imbrogliati
e maltrattati.
Intorcigliati in noi stessi,
quasi si piangeva
di piacere. S’esprimevamo
parole di vetro pungenti,
taglienti e trasparenti.
Si parlava anima contro anima:
la mia intersecata alla tua,
la tua intersecata alla mia.
Quell’attimo di passione
ci penetra nella pelle:
un ago pungente
una freccia conficcata nel cuore
la mia costola dolente
lentamente lamentava amore.
Ora si parlano i silenzi
e gli sguardi ciechi
e spenti. Non c’è di peggio,
di più grigio
delle tue assenze
e presenze
rare e continue.